Il Falco QR

Chiude il blog Casolenostra, ma non si esaurisconi i problemi del territorio.
Posted on aprile 27, 2018, 8:07 pm
5 mins

L’esperienza del blog www.casolenostra.org si è conclusa.
Lo strumento di democrazia e partecipazione che ha cercato di indirizzare la politica del comune di Casole d’Elsa verso un gestione più razionale delle risorse locali è arrivato al suo ultimo post.
I motivi di questa conclusione sono stati ben spiegati dall’Associazione stessa (vedi post a fianco) e le opinioni degli autori di quel blog verranno ospitate da Il falco QR, come del resto le opinioni di chiunque voglia contribuire.

Chiude il blog Casolenostra, ma non si esaurisconi i problemi del territorio.
Un territorio che non è più solo quello di Casole d’Elsa, ma si estende verso Radicondoli, Castelnuovo Val di Cecina, Volterra, Colle val d’Elsa, Poggibonsi e si allargherà nel tempo.

I problemi sono molti, primo fra tutti l’entrata in vigore effettiva del Piano Paesaggistico della Regione Toscana, una legge che sembra creare molta ansia nelle amministrazioni locali. Il rischio è che ora vengano approvati interventi insostenibili dal punto di vista del consumo di suolo, come per esempio i 15.000 metri quadri di capannoni industriali previsti dal Comune di Casole d’Elsa che, alla luce dei documenti presenti sul sito istituzionale, non sembrano avere alcuna giustificazione economica.

Ma il problema naturalmente non è solo quello del consumo di suolo, nonostante i rischi che questo comporta per le prossime generazioni.
Una vastissima area della Toscana soffre di una pianificazione frammentata, casuale e non coordinata.
Il fallimento dell’incontro organizzato dal sindaco di Casole con i sindaci che si oppongono alla proliferazione degli impianti geotermici, o l’ancora più grave fallimento della proposta di vincoli paesaggistici avallata dal Comune di Casole d’Elsa sono solo un indizio di una disordinata navigazione a vista.

Il territorio soffre per una successione di sconfitte tutte cronologicamente successive alla politicizzazione delle iniziative ambientaliste da parte delle amministrazioni comunali.
I problemi dell’ambiente sono prima di tutto problemi tecnici, problemi di costi-benefici, e non hanno niente a che fare con la politica.
La politica cerca di appropriarsene per fini incomprensibili, e quasi sempre affonda ill lavoro degli ambientalisti. E non potrebbe essere altrimenti.
L’aria che respiriamo, il cibo che mangiamo, l’acqua che beviamo devono essere puliti e basta, mentre  la politica deve solo garantire che ciò sia, se ne è capace, non discutere di quanto arsenico possa essere tollerabile nell’acqua. Questo è un problema tecnico.

Il disastroso progetto delle serre nel Piano di Casole si sarebbe evitato se le associazioni ambientaliste, prima fra tutte Casolenostra, avessero detto di no a un piano sconclusionato.
Naturalmente dopo aver studiato tutta la documentazione economica e i numeri.
Non è stato così, non si sa se per opportunità politica, o per altri motivi, e ora l’area si è arricchita di un nuovo inutile orrore paesaggistico e il comune di un ulteriore fallimento della sua politica.

Le cose non vanno meglio negli altri comuni. Il progetto di teleriscaldamento di Radicondoli si è rivelato un disastro, Colle Val d’Elsa è una città in cui le attività commerciali chiudono, la ristrutturazione urbanistica di Piazza Mazzini a Poggibonsi è contestata da cittadini e associazioni e Castelnuovo Val di Cecina rischia di perdere la perla paesaggistica di Montecastelli a causa della realizzazione di un progetto geotermico per il quale è impossibile trovare una sola parola di approvazione.

Il problema non è politico: le amministrazioni comunali che non sono in grado di gestire le serre, il teleriscaldamento, la riqualificazione urbanistica, la geotermia o lo sviluppo economico, appartengono a tutte le possibili formazioni politiche, parlano tutte lo stesso linguaggio, e non affrontano mai le questioni tecniche.
Non ne posseggono i mezzi, perché i mezzi della politica sono inadeguati.

È quindi realistico pensare che sia questa la responsabilità dei cittadini, un compito di pars construens che non deroghi dalle necessità ambientali per nessun motivo di opportunità politica.
L’esito della Consulta dell’Ambiente di Casole d’Elsa è la prova sperimentale che l’abbraccio tra politica e ambientalismo è letale per quest’ultimo.
A cosa serve una consulta dell’ambiente se non riesce a ottenere dall’amministrazione comunale neanche l’adeguamento degli strumenti urbanistici, soprattutto quando altri comuni, senza consulta, li hanno già approvati da tempo?
Niente ideologia quindi, ma piuttosto fatti, dati, numeri.
È questo l’obiettivo del Il Falco QR.
Ogni cittadino di buon senso è il benvenuto.

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