Dopo la scossa di terremoto di magnitudo 3.6  poco dopo le 7 del mattino, con epicentro nel comune di Castelnuovo Val di Cecina, ci si domanda se sia stato innescato dalle prospezioni geotermiche. Mentre vengono analizzati dati e letteratura scientifica è opportuno ripubblicare il contributo di Matt Ridley sul Wall Street Journal a proposito della sismicità indotta.
L’articolo è stato tradotto e pubblicato da il 5 novembre 2011. Da allora l’ipotesi è stata confermata da numerosi lavori scientifici.

Matt Ridley sul Wall Street Journal (traduzione di Casolenostra)

I terremoti sono disastri naturali. Indipendentemente dalle responsabilità sugli standard di sicurezza degli edifici, che possono peggiorare il bilancio delle vittime o l’efficienza dei soccorsi, nessuno può essere incolpato per aver causato la scossa sismica vera e propria.

Almeno non in generale. Un’eccezione è infatti rappresentata dal fenomeno della “sismicità indotta”, quando le attività umane, come i progetti di energia geotermica, l’estrazione mineraria, le perforazione per l’estrazione di gas o il riempimento dei serbatoi naturali può scatenare sciami di terremoti molto piccoli in presenza di faglie geologiche sensibili o di certi tipi di roccia sottostante.

Un recente rapporto dell’Oklahoma Geological Survey mostra, per esempio, che la prossimità di un pozzo di gas di scisto potrebbe essere stato la causa, nello scorso gennaio, di uno sciame di 43 terremoti molto piccoli (fino a magnitudo 2,8) a Garvin County, Oklahoma. Poche ore prima dell’inizio del terremoto, il pozzo aveva cessato la fratturazione idraulica (fracking): cioè, l’iniezione di acqua ad alta pressione nel terreno per rompere le rocce profonde.

Due anni fa la città svizzera di Basilea, che era stata distrutta da un terremoto nel 1356, decise di fermare un progetto di sfruttamento del calore delle rocce sotterranee, dopo che erano state registrate alcune piccole scosse culminate in una abbastanza grande (magnitudo 2,9) da soddisfare gli standard concordati per la revisione del progetto.E’ anche fuori di dubbio che la costruzione di dighe che contengono milioni di tonnellate di acqua possa provocare piccoli terremoti. Sono noti diversi casi in diverse parti del mondo. Che le dighe possano provocare terremoti di maggiori dimensioni e pericolosità, è invece più incerto. In India, nel 1967, si è ipotizzato che il terremoto di magnitudo 6.3 che ha ucciso 180 persone, possa essere stato causato dal riempimento di una diga.

Un po’ più preoccupante è quindi il risultato di un recente articolo scientifico in cui si afferma che il terribile terremoto di magnitudo 7,9 avvenuto in Cina, nella provincia di Sichuan nel maggio 2008, che ha provocato 90.000 vittime tra morti e dispersi, è stato “probabilmente” causato dal riempimento di una nuova diga a pochi chilometri di distanza. L’articolo, intitolato “Evidence for Surface Loading as Trigger Mechanism of the 2008 Wenchuan Earthquake”, è stato pubblicato da Christian Klose della Columbia University sulla rivista Environmental Earth Science.

Per mezzo di un modello matematico che rappresentava la faglia sottostante, l’autore ha mostrato che l’immagazzinamento di almeno 350 milioni di tonnellate di acqua della diga di Zipingpu, iniziato nel 2005, ha probabilmente “fatto avanzare di sei decenni l’orologio della scossa principale”. Vale a dire, la faglia si stava preparando a cedere, ma è stato il peso dell’acqua ad anticipare il fenomeno.

Questa scoperta rappresenta un altro “segno nero” per le dighe, da aggiungersi alla perdita di corsi d’acqua e del loro paesaggio, e a tutti gli altri noti problemi. Come riportato dall’associazione canadese Probe International, anche gli scienziati cinesi hanno concluso che il riempimento della “Diga delle Tre Gole” sullo Yangtze ha causato il prosciugamento del fiume fino a valle e ha aumentato l’attività sismica di 30 volte, incrementando il rischio di frane. Anche se necessarie come serbatori di acqua per le città, le dighe sono tra gli oggetti più distruttivi per l’ambiente che siano stati creati. Per questo non possono definirsi “energia pulita”.

Qualunque siano la ragioni e i torti della realizzazione delle dighe, la sismicità indotta fa parte di una tendenza all’aumento delle responsabilità umane. Gradualmente, nel corso degli anni, gli uomini hanno aumentato la loro responsabilità nei danni ambientali. Le cause naturali sono diventate cause umane. Cinquecento anni fa, perfino con denaro e potere illimitato, ci sarebbe stato poco da fare per un governo per prevenire la peste, le carestie, le inondazioni o la miseria. Ora quasi ogni morte per malattie infettive, per fame o per motivi meteorologici, in qualsiasi parte del mondo, è evitabile in linea di principio.

La conoscenza induce responsabilità. La distruzione di una città da parte di un asteroide che non possiamo deviare, o la morte di un bambino in Africa al quale non riusciamo a fornire una terapia di reidratazione orale, grava sulla nostra coscienza, ora come non mai. Se riusciamo ad essere perfino causa di alcuni terremoti, dovremmo accogliere questa responsabilità, perché è comunque meglio discutere su chi ha causato o non ha evitato un disastro, che vivere in un mondo in cui i disastri sono inevitabili.

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