Alcuni fatti relativi alla sismicità indotta dalla geotermia e non, in ordine cronologico.
(da www.casolenostra.org)

1985 – Sulla rivista Geothermics,Volume 14, Issues 2–3, 1985, Pages 255–272, F. Batini, R. Console e G. Luongo, pubblicano un articolo dal titolo Seismological study of Larderello — Travale geothermal area. Nell’abstract si legge “The correlation between seismicity and water reinjected in the wells located in the geothermal area suggests that part of the low-magnitude seismic events are induced. However, the analysed data indicate that an increase in the quantity of injected water does not produce an increase in the maximum magnitude value.

gennaio 2012 – Lo U.S. Department of Energy pubblica, a firma di Ernie Majer, James Nelson, Ann Robertson-TaitJean Savy, e Ivan Wong, il “Protocol for Addressing Induced Seismicity Associated with Enhanced Geothermal Systems“. Il documento inizia con le parole “The Protocol is intended to be a living document for the public and regulators, and geothermal operators.“.

2 giugno 2012 – Sul sito distrettoenergierinnovabili.it, viene pubblicato un articolo di Fiora Bonelli sul il Tirreno, intitolato “La geotermia antidoto al sisma“, sottotitolo “Sull’Amiata molti ne sono convinti: da quando si fanno i buchi, non c’è più il terremoto“. L’articolo inizia con le parole “I fori geotermici stanno salvando l’Amiata dai terremoti? L’argomento, di tragica attualità, viene posto da molti, sull’Amiata, sotto forma di domanda agli scienziati, ma c’è la convinzione comune e diffusa, in montagna, che sia proprio così. Perché da quando l’Amiata è diventata “geotermica”, i gravissimi terremoti che si registravano, non ci sono più.

11 luglio 2013Richard A. Lovett, sulla rivista Nature pubblica un articolo di review dal titolo “Energy production causes big US earthquakes“, con sottotitolo “Fluids injected into wells lubricate faults and increase slippage“. Nell’articolo vengono descritti tre lavori sull’argomento pubblicati dalla rivista Science:
William L. Ellsworth, Injection-Induced Earthquakes, dove si afferma tra l’altro che “geothermal system beneath the city induced four moment magnitude (Mw) 3 earthquakes in 2006 and 2007 (7) (earthquake magnitudes measured using other scales are denoted by M ).”.  Chi è interessato può anche ascoltare l’intervista all’autore sul podcast di Science.
– Nicholas J. van der Elst, Heather M. Savage, Katie M. Keranen e Geoffrey A. Abers, “Enhanced Remote Earthquake Triggering at Fluid-Injection Sites in the Midwestern United States“. L’abstract inizia con le parole “A recent dramatic increase in seismicity in the midwestern United States may be related to increases in deep wastewater injection.“.
– Emily E. Brodsky e Lia J. Lajoie, “Anthropogenic Seismicity Rates and Operational Parameters at the Salton Sea Geothermal Field“. L’abstract inizia con le frasi “Geothermal power is a growing energy source; however, efforts to increase production are tempered by concern over induced earthquakes. Although increased seismicity commonly accompanies geothermal production, induced earthquake rate cannot currently be forecast on the basis of fluid injection volumes or any other operational parameters.“.

20 luglio 2013 –  Il Servizio Sismico Svizzero scrive: Terremoto presso San Gallo percepito sensibilmente Alle ore 5:30 del 20 luglio 2013 il Servizio Sismico Svizzero (SED) del Politecnico federale di Zurigo ha registrato presso San Gallo un terremoto di magnitudo 3.6 a una profondità di 4 chilometri. Il sisma è stato avvertito diffusamente nella regione. Per un sisma di queste magnitudo e profondità non si possono escludere leggeri danni agli edifici. Si suppone che l’episodio sia direttamente collegato alle misure di test e di stimolazione impiegate nel pozzo di trivellazione del progetto geotermico di San Gallo. Già nei giorni scorsi erano stati rilevati numerosi microsismi nelle vicinanze della base del pozzo.

15 novembre 2013 – Il Servizio Sismico Svizzero pubblica nella la Cronologia dei terremoti nell’ambito del progetto geotermico presso San Gallo, un post intitolato Nesso tra le condizioni di pressione nel sottosuolo e la sismicità indotta, che inizia con le parole
Un primo confronto tra la sismicità indotta a San Gallo e le attività connesse alla trivellazione geotermica conferma l’esistenza di un nesso tra la pressione di fluido (pressione proveniente da liquidi e gas) e l’attività sismica: L’aumento del tasso sismico si verifica soprattutto durante il pompaggio interno (iniezione) dei liquidi nel sottosuolo mentre durante il pompaggio esterno (produzione) si verifica normalmente una diminuzione di tale tasso“.

9 gennaio 2014 – L’ex senatore dei Verdi Stefano Boco, in qualità di Presidente della Magmarilascia un’intervista a Rtoscanaweb in cui afferma che è troppo facile per me dirle che questa tesi ovviamente rappresenta una piccola infinitesima possibilità, io ne sono rispettoso, scusi ho sbagliato nel dire possibilità volevo dire percentuale, nel mondo della scienza il 99% della scienza dice che questa cosa non esiste. (…) Io ascolto anche quel 1% perché se esiste metterebbe in discussione…, e ne voglio essere molto attento, lo voglio conoscere bene!“.

13 gennaio 2014 – La Regione Toscana DECRETA di escludere, ai sensi e per gli effetti dell’art. 49 della L.R. 10/2010 e smi , dalla procedura di valutazione di impatto ambientale il progetto delle attività di ricerca geotermica “Mensano”, consistente nella realizzazione di 3 pozzetti termometrici nei Comuni di Radicondoli e Casole d’Elsa (SI), Volterra (PI) , presentato da Magma Energy Srl, per le motivazioni e le considerazioni espresse in premessa, subordinatamente al rispetto delle prescrizioni e con l’indicazione delle raccomandazioni appositamente formulate in narrativa;

17 gennaio 2014 – Sul sito distrettoenergierinnovabili.it viene pubblicato un articolo tratto da Geotermia News, dal titolo Nessun nesso tra produzione di energia geotermica ed attività sismica, l’articolo contiene la seguente affermazione “Le tecnologie attualmente in uso – ha detto la Manzella – non hanno evidenziato alcun collegamento con l’attività sismica» ricordando che la geotermia esiste da 100 anni, un tempo di osservazione piuttosto ampio. Altra cosa se si considerano le nuove tecnologie che sono allo studio per aumentare la produzione geotermica. «Una delle tecnologie che si sta utilizzando – ha spiegato Manzella – è la Enhanced geothermal systems (EGS) che prevede iniezioni di flusso in profondità per rompere le rocce e, in alcuni casi, è emerso un rischio sismico“.

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