Terremoto Geotermico

Ci sono molte cose da fare
Posted on maggio 03, 2018, 3:27 pm
5 mins

Il 15 novembre 2017 la città sudcoreana di Pohang è stata colpita da un terremoto di magnitudo 5.4.
Due team di ricerca hanno analizzato le cause del terremoto e sono giunti alle stesse conclusioni [1][2] : è molto plausibile, anzi è quasi certo, che le scosse siano state innescate dalla geotermia.

Il terremoto di Pohang è stato il più intenso da quando, nel 1978, la Corea del Sud ha iniziato a registrare gli eventi sismici, e 1000 volte più intenso del terremoto che aveva colpito Basilea (magnitudo 3.4) nel 2006, anche in quel caso causato dalla ricerca geotermica.

I due gruppi di ricerca, uno sudcoreano e l’altro composto da ricercatori svizzeri e tedeschi, sono giunti alle stesse conclusioni: quasi certamente è stata la geotermia a causare il sisma che ha lesionato più di 200 case e ferito 80 persone.

Secondo la società geotermica le iniezioni di fluido nel suolo erano terminate da più di due mesi, ma è stato osservato che a Basilea le scosse causate dalla geotermia persistono anche dopo 10 anni che gli impianti sono stati dismessi.

L’impianto geotermico della Corea del Sud utilizzava la tecnologia Enhanced geothermal systems (EGS), possiamo quindi dire con quasi certezza che questa tecnologia può indurre eventi sismici forti. Non sappiamo però se la relazione di causa effetto sia non lineare, cioè se tecnologie diverse possano indurre gli stessi effetti. Non sappiamo neanche se possa esserci un effetto cooperativo o fenomeni emergenti causati da perforazioni di altra natura.

Il 1 maggio scorso gli abitanti delle zone intorno a Castelnuovo Val di Cecina sono stati svegliati da un terremoto di magnitudo 3.6 quindi più di cento volte maggiore di quello che ha causato lo stop del progetto geotermico di Basilea. È stato indotto dalla geotermia? La risposta si può avere facilmente utilizzando la stessa metodologia di [1][2] e sottoponendo il risultato dello studio alla rivista Science o a Nature (per una questione così importante è bene che il livello di qualità scientifica sia molto alto).
Certamente la Regione Toscana ha incaricato della ricerca gruppi indipendenti nazionali e internazionali, e ora aspettiamo di leggere su Nature o Science i risultati del loro studio.
Nel frattempo sarebbe opportuno fermare le attività geotermiche.

Se gli studi dei due gruppi di ricerca venissero ulteriormente confermati dai dati italiani, sarebbe assolutamente necessario rivedere la normativa sulle valutazioni di impatto ambientale.
Un terremoto è certamente un evento di impatto sull’ambiente, in particolare quello antropizzato. Un’attività che induca un rischio terremoto deve necessariamente essere valutata in modo diverso da qualunque altro intervento sul suolo.

La normativa su questo punto è carente, ma c’è un altro aspetto che necessita di revisione.
Come è noto per diventare professore universitario è necessaria un’abilitazione basata principalmente sulle pubblicazioni. Tra queste, le pubblicazioni di classe A sono quelle che hanno più valore, essendo passate al durissimo vaglio dei referee delle più prestigiose riviste scientifiche.
In questo modo viene stabilito un criterio di verità: le massime autorità competenti in quel settore scientifico hanno esaminato la ricerca e l’hanno accettata per la pubblicazione.
Questa è la regola e questo è successo ai due lavori citati in bibliografia.

Ora, per esempio, nell’allegato 6 del permesso di ricerca geotermica di Torre Alfina si parla appunto di sismicità indotta o innescata, si riporta la bibliografia, dati, grafici, tabelle e vengono tratte alcune conclusioni.
Un vero e proprio lavoro scientifico, ma passerebbe al vaglio dei referee di Science o di Nature?
Non conosciamo la risposta, ma se è questo il criterio di verità e di oggettività richiesto alla scienza, allora deve essere applicato a tutte le pubblicazioni scientifiche, anche a quelle necessarie per ottenere il permesso di costruire un pozzo geotermico. La regione Toscana ha il diritto di pretendere il massimo rigore scientifico quando si tratta dell’incolumità dei cittadini.

Bibliografia

[1] Kim, K.-H. et al. Sciencehttps://doi.org/10.1126/science.aat6081 (2018).
[2] Grigoli, F. et al. Sciencehttps://doi.org/10.1126/science.aat2010 (2018).

Leave a Reply

  • (not be published)