Ci si interroga sulla natura del terremoto del 1 maggio scorso a Castelnuovo Val di Cecina.
Il grafico della magnitudo dal 2002 a oggi (dati INGV) mostra un’intensificarsi delle attività sismiche, ma sarebbe utile cercare di misurare rigorosamente questo fenomeno insieme alle sue correlazioni con le attività geotermiche.
L’evento sismico del 15 novembre 2017 a Pohang, in Corea del Sud, ha avuto l’effetto di stimolare la ricerca per stabilire una metodologia utile per determinare la possibile natura indotta di un terremoto.
I cittadini della zona chiedono al Ministero dello Sviluppo Economico e alla Regione Toscana di dare l’avvio a ricerche analoghe e, nel  frattempo, di sospendere autorizzazioni e lavori.

Perché i risultati possano considerarsi attendibili, i cittadini chiedono anche  che questi vengano pubblicati su Nature o Science.
Pubblichiamo la lettera che verrà inviata ai soggetti interessati.

I cittadini delle zone geotermiche richiedono studi scientifici sulla sismicità indotta

Dopo l’ultimo terremoto di magnitudo 3,6, avvenuto il 1° maggio 2018 nella zona di Castelnuovo Val di Cecina, osserviamo che questo non è il primo evento sismico nell’area, ma solo l’ultimo di una serie di eventi analoghi che stanno funestando il territorio da alcuni anni.

Scosse sismiche di magnitudo tra 2 e 3 sembrano essersi intensificate fino alla scossa, molto preoccupante, del 1° maggio con epicentro nella zona di coltivazione geotermica di Castelnuovo Val di Cecina.

Vorremmo sapere se questi terremoti siano collegati all’attività geotermica presente sul territorio e possano essere connessi a fenomeni di subsidenza o alla reiniezione dei fluidi geotermici con conseguente fluidificazioni che facilitino scorrimenti delle masse sottostanti.

Studi recenti hanno infatti stabilito una corretta metodologia per stimare la probabilità che i terremoti siano indotti dalle attività geotermiche, si veda per esempio

Grogoli, F. (2018) ‘The November 2017 Mw 5.5 Pohang earthquake: A possible case of induced seismicity in South Korea’, Science. doi: 10.1126/science.aat2010.
Kim, K.-. H. (2018) ‘Assessing whether the 2017 Mw 5.4 Pohang earthquake in South Korea was an induced event’, Science. doi: 10.1126/science.aat6081.

Osserviamo che terremoto registrato il 1° maggio 2018  è stato di intensità doppia rispetto a quello che ha indotto la sospensione delle attività geotermiche a Basilea, in Svizzera (https://www.nature.com/articles/d41586-018-04963-y).

Risulta inoltre, dalla stessa letteratura scientifica, che le scosse indotte dalla geotermia possano continuare anche dieci anni dopo la cessazione delle attività geotermiche.

Chiediamo quindi che le autorità del MISE, della Regione Toscana della Prefettura di Siena e della Protezione Civile istituiscano commissioni scientifiche indipendenti per analizzare gli eventi sismici e stabilire se siano da ricollegarsi alle attività geotermiche, come è accaduto per il terremoto del 15 novembre 2017 a Pohang, in Corea del Sud.

Chiediamo anche, per rigore scientifico, che i risultati di questi studi vengano pubblicati su riviste scientifiche autorevoli quali Science e Nature.

Chiediamo che fino alla pubblicazione dei risultati degli studi tutte le nuove perforazioni e i nuovi permessi di ricerca e di estrazione vengano sospesi.

I cittadini delle aree interessate dal sisma chiedono infatti di adottare questa sospensione, in attesa di un responso scientifico, per un ragionevole principio di precauzione (si veda la nota bibliografica).

Invitiamo anche l’Azienda ENEL ad analizzare in modo scientifico il problema delle pressioni di reiniezione e della subsidenza indotta dalla diminuizione di pressione nelle cavità di prelievo dei fluidi geotermici e di rendere noti i risultati.

Si invitano tutti i destinatari di questa comunicazione ad adottare tutte le precauzioni necessarie per evitare pericoli  e garantire la salute e l’integrità dei residenti nelle zone geotermiche per tempo per evitare ulteriori problemi se ci saranno conseguenze per la popolazione e i centri abitati.

Precisiamo che questa comunicazione non ha nessun retropensiero ideologico ma è dettata solo dalla preoccupazione per l’incolumità dei cittadini e la qualità della vita della popolazione residente nel bacino geotermico.

Segue un elenco di firme documentate dei cittadini delle aree geotermiche che auspicano analisi rigorose e indipendenti, pubblicate  su riviste scientifiche di rilevanza internazionale e, in attesa, la sospensione delle nuove perforazioni e di tutti i nuovi permessi a qualsiasi titolo fino al responso degli studiosi.

Nota Bilbiografica sul principio di precauzione

Europa
TUE e TFUE – Versione consolidata del trattato sull’Unione europea e del trattato sul funzionamento delll’Unione europea (2016/C 202/01).

TITOLO XX – AMBIENTE
Articolo 191 (ex articolo 174, paragrafo 2 del TCE)


La politica dell’Unione in materia ambientale mira a un elevato livello di tutela, tenendo conto della diversità delle situazioni nelle varie regioni dell’Unione. Essa è fondata sui principi della precauzione e dell’azione preventiva, sul principio della correzione, in via prioritaria alla fonte, dei danni causati all’ambiente, nonché sul principio “chi inquina paga”. 
In tale contesto, le misure di armonizzazione rispondenti ad esigenze di protezione dell’ambiente comportano, nei casi opportuni, una clausola di salvaguardia che autorizza gli Stati membri a prendere, per motivi ambientali di natura non economica, misure provvisorie soggette ad una procedura di controllo dell’Unione.

Italia
D.Leg. n. 152 del 3 aprile 2006 – Norme in materia ambientale

Art. 301 Attuazione del principio di precauzione

(1) In applicazione del principio di precauzione di cui all’art. 174, paragrafo 2, del Trattato CE, in caso di pericoli, anche solo potenziali, per la salute umana e per l’ambiente, deve essere assicurato un alto livello di protezione.
(2) L’applicazione del principio di cui al comma 1 concerne il rischio che comunque possa essere individuato a seguito di una preliminare valutazione scientifica obiettiva.
(3) L’operatore interessato, quando emerga il rischio suddetto, deve informarne senza indugio, indicando tutti gli aspetti pertinenti alla situazione, il comune, la provincia, la regione, o la provincia autonoma nel cui territorio si prospetta l’evento lesivo, nonché il Prefetto della provincia che, nelle ventiquattr’ore successive, informa il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio.

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Terremoto Geotermico

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