L’Associazione Pensare Comune vincerà le elezioni amministrative del 2019 a Casole d’Elsa.
Con certezza pressoché assoluta. Una vittoria che certificherà la continuità politica di un’associazione di destra che nel corso degli anni ha portato un membro di CasaPound in consiglio comunale, ha visto un tentativo maldestro (che però in un prossimo futuro potrebbe andare a buon fine) di candidatura del sindaco con Forza Italia, si è scontrato con i valori della sinistra (si pensi solo alla polemica con l’Unità sulla manifestazione del 25 aprile 2011).

Naturalmente non c’è niente di male ad essere di destra, anche se sotto elezioni è meglio sorvolare per raccogliere qualche voto in più.
Comunque l’Associazione Pensare Comune vincerà le prossime elezioni, perpetuando una staffetta sindaco-vicesindaco che è ormai un elemento caratterizzante dell’amministrazione comunale di Casole d’Elsa. Un’amministrazione che da un quarto di secolo è sostanzialmente la stessa, in barba a quel cambio di passo, quell’alternanza che è il sale della democrazia.

Ma così è, non ci si può fare nulla, e anche l’opposizione è serenamente rassegnata all’immutabilità delle cose. Una immutabilità di fatto, perché da trent’anni l’amministrazione comunale di Casole d’Elsa fa sostanzialmente una sola cosa: consumo di suolo e conseguenti oneri. Basta esaminare le maggiori entrate nelle voci di bilanco degli ultimi venticinque anni.
Tutto il resto è decorativo, un vasto insieme di salse che cambiano secondo i gusti del cliente il sapore di una pietanza che è sempre la stessa.

L’esempio dell’ambientalismo è emblematico.
Accortasi che le associazioni ambientaliste a Casole erano i primi sintomi di una forza che oggi mobilita milioni di persone su tutto il pianeta, la politica comunale preparò una squisita salsa ambientalista.

Si fece carico della richiesta di vincoli paesaggistici senza concludere, nei fatti, assolutamente nulla.
Creò una Consulta dell’Ambiente senza alcun potere, che altro non è che l’interminabile periodico comizio del sindaco alle associazioni ambientaliste.
Si inserì nella battaglia contro la geotermia con un referendum tanto inutile nella sostanza quanto fruttifero in termini di pubblicità, ben sapendo che un “polo del lusso” non può consentire impianti industriali sotto le proprie finestre.
Ma intanto il suolo consumato a Casole d’Elsa è aumentato.

Certo un consumo di suolo “ambientalista”, un aumento che era una riduzione rispetto alle previsioni (le impagabili acrobazie verbali della politica) fino ad arrivare al paradosso della proposta, nel corso di una seduta della Consulta dell’Ambiente, di saturare (tecnicamente “completare”) di cemento l’area del Piano di Casole per impedire la costruzione di un possibile impianto geotermico.

Ma il consumo di suolo è aumentato, nei fatti (il suolo urbanizzato è arrivato al 2.7% a fronte dell 1.7% di terreno coltivabile secondo OSM Landuse Landcover) e nelle previsioni, tanto che c’è il rischio reale che si pensi di ripagare il bilancio negativo con i proventi di oneri di urbanizzazione. Proventi che ovviamente andrebbero utilizzati per altri scopi.
Se così fosse ci troveremmo di fronte a un comune che consuma suolo per saldare debiti causati da gravi irregolarità, secondo il documento della Corte dei Conti. L’opposto di una politica ambientalista.

Ma questi sono solo fatti. Si sa che in campagna elettorale i fatti non contano, la campagna elettorale è una liturgia in cui valgono solo le parole, i sogni le promesse le ideologie, la politica.
I tecnici in campagna elettorale devono tacere, non si deve parlare di bilanci, coperture finanziarie, di risorse economiche, di consumo di suolo, di cemento, del mondo che stiamo preparando per i nostri nipoti.
E le elezioni verranno vinte da chi saprà preparare la salsa ideologica che meglio copre il sapore di una pietanza che alberga nella stessa ciotola da trent’anni.

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One Comment to: Ambientalismo Comunale

  1. Abdenago Anempotista D’Anemisiano

    aprile 14th, 2019

    Ogni popolo ha -salvo rare eccezioni – il governo che si merita. A mio personale avviso, la sterilizzazione congiunta del substrato tecnico , politico e culturale in genere del territorio è avvenuta nell’ambito di una logica che partendo dai piani più bassi del potere (in senso lato) è arrivata sino nei più alti ambiti governativi. Berlusconi, DìAlema/Renzi, Casaleggio/Di Maio sono personalità diverse ma che hanno operato con le medesime finalità, ovvero quelle di trasformare un movimento ideale in un sistema di potere personale con la ovvia e scontata necessità di sterilizzare la crescita di ogni soggetto caratterizzato da un pensiero divergente. Più o meno niente di nuovo da 2000 anni a questa parte. E anche su Casole d’Elsa stiamo quindi assistendo ad una penosa rappresentazione di come un ‘Potere’ ( o anche un semplice ‘potere’) debbano essere difesi con le unghie e con i denti, a costo di sacrificare il Bene Comune. In un contesto del genere assume quindi un senso anche il non-voto, come espressione di libertà e democrazia e come espressione di dissenso anche singolo ed unilaterale.

    Abdenago Anempotista D’Anemisiano

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