Manifesto ritoccato con vernice spray, campagna elettorale di forza Italia, Viale Marco Polo, Roma

Si legge su valdelsa.net che Rifondazione Comunista si presenterà alle elezioni amministrative di Casole d’Elsa con la lista civica “Noi ci siamo”.
Una una lista civica “che apre ai Cinque Stelle“.
“Noi ci siamo”: un nome leggermente infelice che ricorda un po’ l’incidente dei creativi di Forza Italia quando proposero lo slogan “Italia Forza” per dare un segno di rinnovamento, uno slogan che aveva il difetto di suggerire immediati commenti goliardici. Ma questo non è importante, in fondo si possono fare battute su quasi tutto, per fortuna.
Più rilevante è invece il fatto che la lista “Noi ci siamo” apra ai Cinque Stelle.

Anche agli elettori più distratti non può essere sfuggito che i Cinque Stelle sono alleati di governo della Lega, né che la politica del governo ha pochissimi, forse nessuno, punti di contatto con la “filosofia” di Rifondazione comunista.
Che significato ha allora l’apertura di Rifondazione a un governo di destra, che senso ha una lista che apre agli alleati della Lega?
L’unica spiegazione plausibile è che i dirigenti di quel movimento, nell’imbarazzo di doversi presentare agli elettori dopo aver rinnegato tutti i principi sulla base dei quali avevano raccolto voti, siano riusciti in qualche modo a convincere Rifondazione Comunista a diventare il loro Cavallo di Troia.

Una strategia che riesce però solo nei poemi omerici, e anche in quel caso necessita di un Odisseo che possa gestirla e portarla buon fine. E infatti dai tempi della devastazione della città teucra non ha più funzionato.
Oggi, in piena psicosi complottista, funziona ancora meno: è difficile che un comunista ortodosso (ma anche un comunista all’acqua di rose) voti una lista civica che contiene i fiancheggiatori di un governo che promuove politiche e valori di estrema destra.
Ci sono però, ed è forse questo il calcolo della lista “Noi ci siamo”, gli elettori disperati del movimento Cinque Stelle che non avendo una lista propria saranno lieti di votare il cavallo per votarne il contenuto della pancia.

Ma in questo caso valuteranno, prima di votare, anche l’attività di Rifondazione Comunista nel consiglio comunale di Casole d’Elsa, chiedendosi per esempio come sia possibile che le gravi irregolarità di bilancio del 2015 e 2016 siano passate inosservate ad un partito che aveva promesso una dura opposizione.
Se l’opposizione non fa opposizione a un bilancio comunale negativo che opposizione è?

Nessuno può sapere perché Rifondazione Comunista non abbia detto nulla, ma è un fatto che il bilancio negativo evidenziato dalla Corte dei Conti doveva essere mostrato ai cittadini da almeno tre anni.
E questo è già un motivo sufficiente per tenersi alla larga da una forza politica molto liturgica ma poco concreta.

Alla fine resta solo una lista che è un cavallo di Troia dei Cinque Stelle, che sono a loro volta il cavallo di Troia della Lega, e di equino in equino si può arrivare fino a CasaPound, le cui idee (per esempio sulla questione dei migranti) non sono molto lontane da quelle del governo Cinque Stelle-Lega.
Ma allora tanto vale votare Pensare Comune, che quando si è trattato di portare l’estrema destra in consiglio comunale ha avuto il coraggio di farlo a viso aperto.
E chissà se, data la situazione economica descritta dalla Corte dei Conti, questa opzione non sia un sollievo per la lista “Noi ci siamo”.

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