Un consiglio comunale, il prossimo 30 Aprile, a un mese dalle elezioni. A Casole d’Elsa.
Ordine del giorno: Consuntivi annualità 2015 /2016 – Adozione misure correttive. Rendiconto di gestione anno 2018 – Approvazione del conto e degli atti allegati.

In altre parole si discuteranno i provvedimenti richiesti dalla Corte dei Conti.
Cosa verrà stabilito in quel consiglio? È facile immaginarlo, perché è già scritto nel documento, a pag.3:

che l’art. 148-bis TUEL, introdotto dall’art. 3, comma 1, lett. e), d.l. n. 174/2012, convertito dalla l. n. 213/2012, stabilisce che, entro sessanta giorni dalla comunicazione del deposito della pronuncia di accertamento, l’ente locale adotti i provvedimenti idonei a rimuovere le irregolarità e a ripristinare gli equilibri di bilancio e che tali provvedimenti correttivi siano trasmessi alla Sezione regionale di controllo che li verifica entro trenta giorni dal ricevimento, prevedendo inoltre che “qualora l’ente non provveda alla trasmissione dei suddetti provvedimenti o la verifica delle Sezioni regionali di controllo dia esito negativo, è preclusa l’attuazione dei programmi di spesa per i quali è stata accertata la mancata copertura o l’insussistenza della relativa sostenibilità finanziaria”.

Ma come ripristinare gli equilibri di bilancio? Questo è invece scritto nel TUEL (Testo Unico Enti Locali).
Il dispositivo dell’art.118 del TUEL afferma che:

Ai fini del rientro possono essere utilizzate le economie di spesa e tutte le entrate, ad eccezione di quelle provenienti dall’assunzione di prestiti e di quelle con specifico vincolo di destinazione, nonché i proventi derivanti da alienazione di beni patrimoniali disponibili e da altre entrate in c/capitale con riferimento a squilibri di parte capitale. Ai fini del rientro, in deroga all’art. 1, comma 169, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, contestualmente, l’ente può modificare le tariffe e le aliquote relative ai tributi di propria competenza.

A meno di improbabili alchimie l’unica possibilità per l’amministrazione comunale sembra essere proprio l’aumento delle tasse.
Vedremo quali, vedremo quanto.

Ma se l’ultimo atto dell’associazione Pensare Comune sarà l’aumento della pressione fiscale per tentare di sanare il bilancio negativo della propria azione politica, allora sarà bene che i responsabili vengano di nuovo eletti, e abbiano anche il coraggio di guardare negli occhi i propri concittadini ai quali avranno aumentato le tasse. E si sa che l’aumento della pressione fiscale è un freno allo sviluppo economico.
Guardarli negli occhi e spiegare loro il perché di questo triste epilogo, che è esattamente l’opposto di tutto quello che era stato promesso nel trionfalistico programma elettorale delle passate elezioni.

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