La profezia di un aumento della pressione fiscale a Casole d’Elsa, pubblicata ieri su questo blog, è quella che gli studiosi di Dante definiscono una profezia post eventum. Una profezia che viene fatta dopo che l’evento è già accaduto. A Dante, per esempio, viene profetizzato l’esilio, ma l’autore della Commedia era già in esilio quando l’opera venne iniziata.

Le delibere n.39 e n.40 del 27 marzo 2019 sono infatti già da qualche giorno sul’Albo Pretorio del Comune di Casole d’Elsa.
Hanno rispettivamente per oggetto “Imposta Municipale Propria (I.M.U) – Rideterminazione delle aliquote e delle agevolazioni per l’anno 2019” e “Tassa sui servizi indivisibili – TASI – Rideterminazione delle aliquote per l’anno 2019“.

Il lettore interessato potrà leggere i documenti e calcolare quanto aumenteranno le imposte che dovrà pagare per i prossimi anni.
In particolare sarà interessato probabilmente alle seguenti righe tratte rispettivamente dalla delibera n.39 e n. 40.


Naturalmente pagheremo tutti volentieri queste tasse, perché questo è il nostro dovere di cittadini, e potremo consolarci pensando che ci sono comuni in situazioni peggiori.
Resta il fatto che un aumento della pressione fiscale di questo tipo rende Casole d’Elsa meno attrattivo per le imprese e quindi sarà un freno allo sviluppo.
Ci si domanda se queste misure saranno sufficienti o se dopo l’esame dei bilanci 2017 e 2018 la Corte dei Conti chiederà misure ulteriori.
A questa domanda potrebbe però rispondere l’opposizione, quel Partito Democratico che si è candidato alle prossime elezioni sotto il curioso nome di Casolesinsieme e che ha da sempre a disposizione tutte le carte e i documenti che vengono analizzati dalla Corte dei Conti.
Un partito che enigmaticamente durante l’approvazione delle delibere n.39 e n.40 si è astenuto dal voto.

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Actus Tragicus

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